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Il Museo del paesaggio culturale dell' Anglona (Sardegna)

FONDAZIONE MUSEAA

La Fondazione MUSEAA è stata costituita ufficialmente il 29 gennaio 2014 da un gruppo di giovani appassionati di cultura e tradizioni popolari. Dal 2012 i suoi  fondatori condividono un progetto culturale rivolto alla valorizzazione dei saperi legati al territorio dell’Anglona con l’idea di costituire un museo etno-antropologico ed un centro di studi  e documentazione del territorio.
Il gruppo dei soci fondatori, al quale hanno preso parte sia il  presidente dell'Associazione Oberaìa de Santu Jorzi che il Sindaco pro-tempore del Comune di Perfugas, è costituito principalmente da un insieme di abitanti, pastori, contadini, artigiani che sono portatori dei saperi tradizionali del territorio dell’Anglona.
All'interno della Fondazione MUSEAA è presente un Comitato Scientifico Permanente (CSP) composto da professionisti che operano in specifici settori dei beni demo-etno-antropologici (etnografia, museografia antropologica e antropologia visuale) che hanno il compito di coordinare la ricerca demo-etno-antropologica .
La Fondazione MUSEAA onlus, in quanto associazione no profit,  sino ad oggi, per portare avanti le proprie attività di carattere culturale si avvale della formula dell'autofinanziamento e del fundraising.
La Fondazione MUSEAA svolge la propria attività di studio e ricerca nel territorio della Sardegna, più precisamente nell'area storico-geografica dell'Anglona. La sua sede legale della fondazione è situata nel comune Perfugas (SS) presso i locali storici di su Monte (Monte Granatico). .

I SOCI - PARTNER DELLA FONDAZIONE

Comune di
Pèrfugas

Assessorato alla Cultura

Oberaìa de Santu Jorzi
de Pèrfugas

Associazione Culturale No Profit

Collezionisti
Privati

Collezionisti ed appassionati

MISSIONE

Gli obiettivi che la Fondazione si propone di perseguire riguardano principalmente la valorizzazione e la diffusione dei beni demo-etno-antropologici della Sardegna con particolare riferimento al territorio dell’Anglona. Nello specifico la Fondazione si occupa di:

  1. Costituzione di un centro di ricerca, documentazione visuale e conservazione per i beni demo-etno-antropologici dell'Anglona;
  2. Istituzione/realizzazione/allestimento del MUSEAA - Museo Etno-antropologico dell'Anglona - in cui poter esporre gli esiti materiali ed immateriali  della ricerca demo-etno-antropologica condotta dalla Fondazione MUSEEA;
  3. Gestione del patrimonio documentario del MUSEAA attraverso l'ordinamento e lo  studio dei materiali raccolti;
  4. Consulenza e assistenza scientifica alle amministrazioni locali nell'ambito delle iniziative  museali di interesse etnografico distribuite nel territorio regionale;
  5. Istituzione della “Rete Anglona”  un sistema museale integrato  cui potrebbero far parte Musei Antropologici, Case-Museo, Collezioni etnografiche e luoghi  della cultura in generale aventi carattere demo-etno-antropologico;
  6. Gestione diretta delle strutture di tipo culturale come circoli culturali, centri di ricerca,  musei, pinacoteche, collezioni pubbliche o private, ed in genere luoghi della cultura che  prevedono una fruizione pubblica;
  7. Realizzazione di mostre, convegni e incontri di studio sui temi di interesse  demo-etno-antropologico anche in collaborazione con altri organismi;
  8. Costruzione e gestione di una Mediateca composta da un archivio multisettoriale fotografico, sonoro e video;
  9. Produzione editoriale volta alla divulgazione dei dati prodotti dalle ricerche  demo-etno-antropologiche e dalle mostre della Fondazione.
  10. Laboratori Didattici.

ORGANI DELLA FONDAZIONE

AS

Assemblea dei soci

CD

Consiglio direttivo

CSP

Comitato Scientifico Permanete

CRC

Collegio Revisore dei Conti

Mietitura del grano a Perfugas. AtIM/MUSEAA fondo G.P Deperu

ANGLONA SURVEY

La Fondazione MUSEAA, conduce dal 2012 una ricerca sul campo volta ad indagare il patrimonio materiale e immateriale delle comunità dell'Anglona interna. Un patrimonio antropologico rilevante, quello delle comunità di  Bulzi, Chiaramonti, Erula, Laerru, Sedini, Martis, Nulvi e Perfugas, costituito dalle conoscenze, dai saperi, dai riti, dalla lingua e dalle pratiche, collettive che deve essere valorizzato e diffuso.

I campi d'indagine finora esplorati dall’Anglona Survey hanno riguardato principalmente le attività agricole, pastorali, silvicole e venatorie che hanno caratterizzato nel tempo le forme di gestione ed uso del territorio delle comunità dell’Anglona. Saranno previste, a partire dal 2016, ulteriori indagini sui temi riguardanti la sfera della socialità, la famiglia ed il mondo magico.

I metodi di indagine utilizzati nell’Anglona Survey sono stati differenziati in relazione al campo di  studio ed alle particolari fasi temporali legate alle produzioni del territorio. Si è alternata una ricerca documentale e di archivio di materiali già inventariati dal Comitato Scientifico Permanente della Fondazione stessa in collaborazione con l'ISRE Sardegna ad una ricerca sul campo volta alla individuazione di reperti ancora non censiti nel territorio dell’Anglona. A questa ricerca materiale si è costantemente affiancata una raccolta di documentazione audiovisuale cui stanno partecipando gli abitanti anglonesi. Inoltre si stanno predisponendo delle ricerche di antropologia visuale in occasione di particolari momenti legati alle attività agro-silvo-pastorali o di ritrovo collettivo per documentare le pratiche tradizionali e sociali ancora in uso nel territorio.

Il lavoro di ricerca e documentazione condotto dalla Fondazione MUSEAA, in sintonia con la Dichiarazione UNESCO per la salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, si propone di […] suscitare la consapevolezza a livello locale, nazionale e internazionale dell'importanza del patrimonio culturale immateriale e assicurare che sia reciprocamente apprezzato […]. La valorizzazione dei beni DEA, oltre a  rafforzare il legame che unisce le comunità al territorio, può diventare un'opportunità di aggregazione, crescita e sviluppo sia sociale che economico per le comunità coinvolte..

"Il museo antropologico deve documentare per rappresentare: il suo compito non si esaurisce nel salvare e tesaurizzare, ma è precipuamente fornire un'esperienza di massa alle culture" (Pietro Clemente 1996)

Bisaccia festiva proveniente da Sedini. Primo cinquantennio del 1900 AtIM/MUSEAA fondo G.P Deperu

PROGETTO MUSEAA

L'idea di realizzare un museo visivo-interattivo demo-etno-antropologico nella regione dell'Anglona nasce dal desiderio di rappresentare e raccontare in maniera dinamica ed interattiva le testimonianze materiali ed immateriali che sono state raccolte durante l’indagine demo-etno-antropologica svolta dai ricercatori della Fondazione MUSEAA.

I lavori di restauro dell’edificio del Monte Granatico, situato nel primo nucleo insediativo del Comune di Perfugas, sono stati finanziati dal bando Sviluppo e rinnovamento dei villaggi, misura 322, azione 1 promosso dal GAL Anglona-Romangia e si concluderanno entro il mese di ottobre 2015. Da quella data sarà possibile, grazie ad un finanziamento concesso dalla Fondazione Banco di Sardegna, iniziare i lavori di allestimento museale che riguarderanno una prima dotazione espositiva indispensabile per consentire una fruizione pubblica delle collezioni.

Al momento la Fondazione MUSEAA è alla ricerca di un ulteriore finanziamento per l'acquisto di un sistema di apparecchiature multimediali audiovisive-interattive volte a completare il metalinguaggio museografico del complesso espositivo.

Il deposito etnografico: le collezioni della Fondazione MUSEAA

La Fondazione MUSEAA detiene nei depositi messi a disposizione dall’amministrazione comunale, oltre 600 reperti dei 3500 stimati e attualmente in fase di acquisizione, provenienti dal mondo pastorale e contadino. Gli oggetti che compongono le collezioni sono stati donati o concessi in regime di comodato d'uso gratuito dai rispettivi proprietari alla Fondazione MUSEAA per una loro diffusione culturale e scientifica.

Le collezioni etnografiche sono state strutturate in 7 sezioni (legno, ferro, vetro, ceramica, pellame, fibre vegetali e tessili) e si compongono di reperti provenienti dalle comunità dell’Anglona e della Gallura, ascrivibili ad un arco temporale che varia dall’ultimo trentennio del Settecento fino al secondo cinquantennio del Novecento.

Il comitato scientifico, dopo aver provveduto al riconoscimento, all'inventariazione e alla pre-catalogazione degli oggetti, ne controlla costantemente lo stato di conservazione in attesa di una futura campagna di pulizia e restauro.

"Cantare, suonare, danzare, coltivare, raccogliere, mungere, intagliare, fondere, uccidere, morire, cantare, suonare,
danzare era la nostra vita. Eravamo felici."
 (Sergio Atzeni 1996)

Festa della Madonna degli Angeli a Perfugas. Seconda metà del 1900. ArIM/ MUSEAA fondo Budroni

MEDIATECA

La Fondazione MUSEAA comprende al suo interno un Centro di Ricerca e di Documentazione Antropologica Visuale del Territorio che dal 2012 ad oggi ha acquisito una quantità rilevante di beni ascrivibili al patrimonio fotografico e cinematografico dell'Anglona.

I materiali raccolti, sono stati organizzati all’interno di un archivio multisettoriale, suddiviso  in tre settori principali:

ARIM • ARCHIVIO IMMAGINI

L'Archivio delle Immagini ferme nasce nel 2014 con la costituzione della Fondazione MUSEAA. Il primo nucleo di immagini è stato acquisito dall’archivio fotografico dell’Oberaìa de Santu Jorzi, un’associazione culturale con sede nel comune di Perfugas che dal 2002 al 2013 ha condotto diverse ricerche volte al rinvenimento ed alla digitalizzazione del materiale fotografico d'epoca proveniente dalle comunità dell’Anglona.
L'ArIM è attualmente composto da immagini d'epoca, acquisite grazie alla collaborazione di collezionisti privati, e da immagini contemporanee donate da fotografi professionisti o  realizzate dal personale della Fondazione durante le indagini etnografiche.

ARV • ARCHIVIO VIDEO

L'Archivio Video è in fase di costituzione e comprende al momento materiali provenienti dai reportage realizzati dalla Fondazione durante le indagini antropologiche, da acquisizioni della Fondazione e da donazioni private.
I reperti più datati riguardano alcuni filmati amatoriali girati su pellicola da 8mm da cineamatori locali tra gli anni ’50 e ’60. Grazie alla collaborazione con l'Istituto Superiore Regionale Etnografico della Sardegna nel 2014 è stato possibile digitalizzare alcuni girati di interesse storico artistico ed antropologico. L'archivio è stato inoltre recentemente implementato con una collezione di documentari e film girati in Sardegna durante il Novecento.

ARS • ARCHIVIO SONORO

L'archivio sonoro nasce nel 2015 in contemporanea con l'ArV -Archivio Video della Fondazione. È costituito da materiali audio ascrivibili ad un arco temporale che varia dai primi decenni del Novecento ad oggi. Tra le varie registrazioni emerge un corpus consistente di materiali audio amatoriali sul Cantu a Chiterra (canto sardo accompagnato con la chitarra),  gare di poesia sarda improvvisata, organettisti e fisarmonicisti di ballo sardo, interviste e testimonianze legate all'ambito musicale etnocoreutico e alcune rare testimonianze di canti polivocali del nord Sardegna.

Antico carro Perfughese. ArIM/ MUSEAA fondo G.P. Deperu (2014)

INSTAGRAM MUSEAA

𝗟𝗮 𝘀𝗲𝗺𝗶𝗻𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗼, 𝗹𝗲 𝗮𝗻𝗶𝗺𝗲 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗻𝘁𝗲𝗻𝗮𝘁𝗶 𝗲 𝗹𝗲 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝘂𝗲 𝗶𝗻𝘃𝗲𝗿𝗻𝗮𝗹𝗶 𝗶𝗻 𝗔𝗻𝗴𝗹𝗼𝗻𝗮.

Per gli agricoltori novembre era il mese dedicato alla semina del grano e dal buon esito, in passato, traevano il sostentamento per le proprie famiglie. Le comunità vivevano questo momento dell’anno agrario, legato ai processi di nascita e morte della natura, con profonda incertezza e paura per il futuro.

Le sementi, una volta deposte nella terra, venivano affidate idealmente ai morti-antenati, a coloro che abitano il sottosuolo, con il compito di proteggerle per tutta la durata dell’inverno sino alle prime piogge primaverili e alla successiva germinazione.

Le comunità, per superare questo particolare momento di crisi e incertezza, inconsciamente chiedevano protezione alle anime degli antenati. In cambio offrivano loro: preghiere, oboli in denaro e soprattutto cibi dei quali erano molto ghiotti.

In Anglona le offerte delle chircas -questue- invernali sono composte da più elementi: denaro (raramente), dolci secchi, frutta secca (morta) come: noci, mandorle, fichi secchi, castagne, nocciole; frutta di stagione: mele, pere, mela cotogne, melograni. Interessante ricordare come le noci, la frutta secca e i melograni sono presenti nella letteratura classica con rimandi specifici ai presunti gusti alimentari dei morti.

I bambini, per l’occasione, venivano identificati dagli adulti come le anime degli antenati deputate alla protezione delle sementi e dei campi che ritornano nello spazio dei vivi (sa bidda), per compiere le questue invernali e assicurare una buona annata.

Tra i riti invernali connessi al culto degli antenati che oggi hanno trovato un proprio spazio all’interno della religione Cattolica:

𝗦𝗮 𝗰𝗵𝗲𝗻𝗮 𝘀𝗼𝘀 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗼𝘀

𝗦𝗮 𝗰𝗵𝗶𝗿𝗰𝗮 𝗱𝗲 𝘀𝗼𝘀 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗼𝘀-𝗺𝗼𝗿𝘁𝗼𝘀

𝗦𝗮 𝗰𝗵𝗶𝗿𝗰𝗮 𝗱𝗲 𝗦𝗮𝗻𝘁’𝗔𝗻𝗱𝗿𝗶̀𝗮

Testo: G.P. DEPERU / 2021© COPYRIGHT

Bibliografia consultata:
Buttitta I.E.; I morti e il grano. Tempi del lavoro e ritmi della festa, 2006.

Immagine: Sos mortos-mortos; Pèrfugas (SS) Ar.IM. Fondazione MUSEAA
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𝗔𝗽𝗽𝘂𝗻𝘁𝗶 𝘀𝘂𝗹 𝗽𝗮𝗲𝘀𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗮𝗴𝗿𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼 𝘁𝗿𝗮𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗔𝗻𝗴𝗹𝗼𝗻𝗮.

𝗕𝗶𝗱𝗮𝘁𝘁𝗼𝗻𝗲 (M.Maxia), termine che indica una fascia di terreni localizzata attorno al paese e anticamente utilizzata dalla comunità per la coltivazione di: frutteti, vigne e orti. Inoltre vi erano compresi anche i 𝗽𝗮𝗱𝗿𝗼𝘀, dei terreni utilizzati per il pascolo del bestiame.

Il termine Bidattone rimanda a una più complessa strutturazione e regolamentazione delle terre che in Anglona ormai è stata dimenticata dalla collettività.

Secondo gli studi di M. Le Lannou e di M.Maxia, in estrema sintesi, potremmo definire questa strutturazione paragonandola a degli anelli concentrici dove al centro stava:

⚪️𝘀𝗮 𝗯𝗶𝗱𝗱𝗮 ‘il centro abitato’
e attorno:
🔵suiles, bulvares e mandras;
🟢Bidattone e padros,
🟡seminerios e cunzados,
🟠saltos.

Testo: G.P. Deperu

Bibliografia Consultata:
Le Lannou, M.; Pastori e contadini di Sardegna. Tradotto e presentato da M. Brigaglia, 1984.
Maxia, M.; Anglona Medievale: luoghi e nomi dell'insediamento umano, 2001;

Immagine: Agro di Martis (SS) - anni '60 del 1900 - agricoltori posano di fronte a una coppia di buoi. Ar.IM. Fondazione MUSEAA / Coll. Fotografica A.COCCO ©
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𝗠.𝗟. 𝗪𝗮𝗴𝗻𝗲𝗿: 𝗮𝗽𝗽𝘂𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝟭𝟵𝟮𝟭 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗶𝗰𝗼𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮 𝘁𝗿𝗮𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗶𝗻 𝗦𝗮𝗿𝗱𝗲𝗴𝗻𝗮.
[…] 𝑆𝑖 𝑑𝑖𝑠𝑡𝑖𝑛𝑔𝑢𝑜𝑛𝑜 𝑑𝑢𝑒 𝑠𝑝𝑒𝑐𝑖𝑒 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑙𝑡𝑖𝑣𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒: 𝗮𝘀𝘀𝗮 𝘀𝗮𝗿𝗱𝗶𝘀𝗸𝗮 𝑒 𝗮𝘀𝘀𝗮 𝗰𝗮𝘁𝗮𝗹𝗮𝗻𝗮.
𝑁𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑎 (𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑎𝑟𝑑𝑎) 𝑙𝑒 𝑣𝑖𝑡𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑠𝑜𝑠𝑡𝑒𝑛𝑢𝑡𝑒 𝑑𝑎 𝑝𝑎𝑙𝑖, 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑒𝑐𝑜𝑛𝑑𝑎 (𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑐𝑎𝑡𝑎𝑙𝑎𝑛𝑎) 𝑚𝑎𝑛𝑐𝑎𝑛𝑜 𝑖 𝑠𝑜𝑠𝑡𝑒𝑔𝑛𝑖 𝑒 𝑠𝑖 𝑙𝑎𝑠𝑐𝑖𝑎 𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑒 𝑐𝑜𝑙 𝑐𝑒𝑝𝑝𝑜 𝑏𝑎𝑠𝑠𝑜, 𝑐𝑢𝑟𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑝𝑒𝑟𝑜̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑟𝑒𝑠𝑡𝑖𝑛𝑜 𝑎𝑙𝑐𝑢𝑛𝑖 𝑟𝑎𝑚𝑖 𝑣𝑖𝑔𝑜𝑟𝑜𝑠𝑖, 𝑎𝑓𝑓𝑖𝑛𝑐ℎ𝑒́ 𝑖 𝑔𝑟𝑎𝑝𝑝𝑜𝑙𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑡𝑜𝑐𝑐ℎ𝑖𝑛𝑜 𝑖𝑛 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑎; 𝑖 𝑐𝑒𝑝𝑝𝑖 𝑠𝑖 𝑝𝑖𝑎𝑛𝑡𝑎𝑛𝑜 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑑𝑖𝑠𝑡𝑎𝑛𝑧𝑎 𝑑𝑖 𝑐𝑖𝑟𝑐𝑎 𝑢𝑛 𝑚𝑒𝑡𝑟𝑜 𝑔𝑙𝑖 𝑢𝑛𝑖 𝑑𝑎𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑖.
𝐼𝑙 𝑡𝑖𝑝𝑜 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑙𝑡𝑖𝑣𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 “𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑎𝑟𝑑𝑎”, 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑎𝑛𝑡𝑖𝑐𝑜, 𝑒̀ 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑚𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜𝑟𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑢𝑠𝑎𝑡𝑜 𝑛𝑒𝑙𝑙’𝐼𝑛𝑡𝑒𝑟𝑛𝑜 𝑒 𝑑𝑎𝑝𝑝𝑒𝑟𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑜𝑣𝑒 𝑖𝑙 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑒𝑛𝑜 𝑒̀ 𝑓𝑜𝑟𝑡𝑒 𝑒 𝑙𝑒 𝑝𝑖𝑜𝑔𝑔𝑒 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑎𝑏𝑏𝑜𝑛𝑑𝑎𝑛𝑡𝑖.
𝐿𝑎 𝑐𝑜𝑙𝑡𝑖𝑣𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 “𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑐𝑎𝑡𝑎𝑙𝑎𝑛𝑎”, 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑖 𝑎𝑑𝑎𝑡𝑡𝑎 𝑎𝑙𝑙𝑒 𝑟𝑒𝑔𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑎𝑟𝑖𝑑𝑒, 𝑝𝑜𝑣𝑒𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝑝𝑟𝑒𝑐𝑖𝑝𝑖𝑡𝑎 𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑒 𝑏𝑎𝑡𝑡𝑢𝑡𝑒 𝑑𝑎𝑖 𝑣𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑓𝑜𝑟𝑡𝑖, […]
BIBLIOGRAFIA:
WAGNER M.L. “La vita rustica della Sardegna riflessa nella lingua”; 1921; saggio introduttivo, traduzione e cura di Giulio Paulis. - Nuoro: Ilisso, 1996.

In foto : Primo piano– antico ceppo – presso vigna in agro di #Sedini - (SS).
immagini: Ar.IM. Fondazione MUSEAA / fondo G.P. DEPERU 2016© COPYRIGHT

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🍇𝗘𝘀𝘁 𝘁𝗲𝗺𝗽𝘂𝘀 𝗱𝗲 𝗯𝗶𝗻𝗻𝗲𝗻𝗻𝗮. 𝗨𝗻 𝗮𝘂𝗴𝘂𝗿𝗶𝗼 𝗮𝗶 𝘃𝗶𝗴𝗻𝗮𝗶𝗼𝗹𝗶 𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗮𝘇𝗶𝗲𝗻𝗱𝗲 𝘃𝗶𝘁𝗶𝘃𝗶𝗻𝗶𝗰𝗼𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗔𝗻𝗴𝗹𝗼𝗻𝗮.🍇🍇🍇

🟣𝙼𝚞𝚛𝚒𝚜𝚝𝚎𝚕𝚕𝚞, 𝚗𝚒𝚎𝚍𝚍𝚞𝚖𝚊𝚗𝚗𝚞, 𝚌𝚊𝚐𝚗𝚞𝚕𝚊𝚛𝚒, 𝚋𝚊𝚛𝚛𝚒𝚊𝚍𝚘𝚕𝚣𝚊, 𝚙𝚊𝚜𝚌𝚊𝚕𝚎, 𝚣𝚒𝚛𝚘𝚗𝚎𝚊𝚐𝚕𝚒𝚞, 𝚛𝚎𝚍𝚊𝚐𝚕𝚒𝚊𝚍𝚞, 𝚌𝚊𝚗𝚗𝚘𝚗𝚊𝚍𝚞, 𝚌𝚞𝚜𝚌𝚞𝚜𝚎𝚍𝚍𝚊, 𝚟𝚎𝚛𝚖𝚎𝚗𝚝𝚒𝚗𝚞 ecc...sono solo alcuni dei tanti vitigni tradizionali diffusi nelle antiche vigne anglonesi e nei moderni vigneti delle aziende.

🟣Da queste uve i sapienti i #𝗯𝗶𝗻𝘇𝗮𝘁𝗲𝗿𝗶𝘀 ricavano dei vini speciali specchio del territorio e delle sue tradizioni.

𝗟𝗮 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 #𝗠𝘂𝘀𝗲𝗮𝗮 𝗼𝗻𝗹𝘂𝘀 augura buona vendemmia a tutti i viticoltori dell'Anglona.

In foto📷🎥: Vermentinu antigu – presso antico vigneto sito nell’agro di #Codaruina - Valledoria (SS).

immagini: Ar.IM. Fondazione MUSEAA / fondo G.P. DEPERU 2016© COPYRIGHT

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𝗦𝗼𝘀 𝗠𝗮𝗻𝗻𝘂𝗷𝗼𝘀 𝗱𝗲 𝗧𝗿𝗶𝗴𝘂🌾🌾🌾. 𝗜𝗹 𝗿𝗶𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘀𝗽𝗶𝗲𝗴𝗵𝗲 𝗱𝗶 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗼 𝗼𝗳𝗳𝗲𝗿𝘁𝗲 𝗮 𝗦𝗮𝗻𝘁’𝗜𝘀𝗶𝗱𝗼𝗿𝗼.

Concluso il ciclo agrario con 𝘀’𝗶𝗻𝗰𝘂𝗻𝘇𝗮 ‘raccolto’, gli agricoltori rendono omaggio a 𝗦𝗮𝗻𝘁’𝗜𝘀𝗶𝗱𝗼𝗿𝗼, onorandolo con i festeggiamenti religiosi e civili presso le comunità di: #Bulzi, #Laerru, #Nulvi, #Perfugas e #Sedini.

Tra i vari usi codificati dalla competenza popolare spicca la creazione dei 𝗺𝗮𝗻𝗻𝘂𝗷𝗼𝘀 𝗱𝗲 𝘁𝗿𝗶𝗴𝘂 ‘manipoli di spighe di grano’.

Le spighe con i lunghi steli sapientemente intrecciati assumono la connotazione di oggetto magico-religioso, simbolo di prosperità dell’annata agraria appena conclusa, di devozione e ringraziamento verso il Santo per aver protetto le messi e permesso i raccolti.

I Mannujos de trigu vengo utilizzati nella sfera del sacro in diverse occasioni come:

🟡 doni-votivi e addobbi della statua di Sant’Isidoro;
🟡 oggetto di devozione dei fedeli da mostrare in processione durante i festeggiamenti in onore a Sant’Isidoro;
🟡 ornamento e dono-votivo della macchina a spalla del Gremio degli agricoltori - 𝗰𝗮𝗻𝗱𝗵𝗮𝗹𝗲𝗿𝗶 𝗱𝗲 𝘀𝗼𝘀 𝗺𝗲𝘀𝘀𝗮𝗷𝗼𝘀 - di Nulvi durante i festeggiamenti di metà agosto in onore dell’Assunta.

🟡Attualmente le produzioni dell’intreccio delle spighe votive sono circoscritte a pochi maestri d’intreccio presenti nelle comunità di: Bulzi, Laerru e Sedini. In passato questa tecnica era diffusa in tutte le comunità dell’Anglona.

📷🎥Immagine: La Realizzazione di un 𝗺𝗮𝗻𝗻𝘂𝗷𝘂 𝗱𝗲 𝘁𝗿𝗶𝗴𝘂. Laerru (SS) laboratorio domestico di 𝗧𝗼𝗿𝗲 𝗟𝗲𝗱𝗱𝗮 - uno degli ultimi maestri dell’intreccio del grano e del fieno selvatico presenti in #Anglona. 2016

Testo e immagini: Ar.IM. Fondazione MUSEAA / fondo G.P. DEPERU © COPYRIGHT

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🔲 𝗟𝗲 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗠𝗨𝗦𝗘𝗔𝗔 𝗼𝗻𝗹𝘂𝘀 𝗰𝗲𝗹𝗲𝗯𝗿𝗮 𝗹𝗮 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗳𝗼𝘁𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗮.📷📷 #worldphotographyday

🔲 Celebriamo l’edizione del 2022 con uno scatto di 𝗡𝗶𝗰𝗼𝗹𝗮 𝗠𝗶𝗴𝗮𝗹𝗲𝗱𝗱𝘂 𝗠𝘂𝗻𝗱𝘂𝗹𝗮, datato seconda metà del 1900, dove ha immortalato 𝗔𝗻𝗱𝗿𝗲𝗮𝘀 𝗙𝗿𝗶𝗱𝗼𝗹𝗶𝗻 𝗪𝗲𝗶𝘀 𝗕𝗲𝗻𝘁𝘇𝗼𝗻 (1936-1971), noto antropologo ed etnomusicologo danese, in uno dei suoi soggiorni in Anglona.

🔲 Migaleddu, era uno studioso-erudita di #Martis, appassionato di: geologia, paleobotanica e archeologia dell’Anglona. Con la sua macchina fotografica documentò diverse emergenze archeologiche e paleobotaniche dell’Anglona.

📷 In foto: Andreas Fridolin Weis Bentzon presso Nuraghe Aldosu (#Nulvi – SS) – seconda metà del 1900.

Testo: G.P. Deperu 2022
Bibliografia: N., Migaleddu-Mundula; “L’Anglona nelle sue tradizioni storiche e artistiche”, 1979.

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𝗟𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗶 #𝗖𝗮𝗻𝗱𝗵𝗮𝗹𝗲𝗿𝗶𝘀 𝗱𝗶 𝗡𝘂𝗹𝘃𝗶.

🔵 Il 14 agosto la comunità di #Nulvi (SS) rinnova il voto secolare all’𝗔𝘀𝘀𝘂𝗻𝘁𝗮 con 𝗦𝗮 ‘𝗘𝘀𝘀𝗶𝗱𝗮 𝗱𝗲 𝘀𝗼𝘀 𝗖𝗮𝗻𝗱𝗵𝗮𝗹𝗲𝗿𝗶𝘀, la processione dei candelieri e i successivi riti dell’ 𝗔𝗽𝗼𝘀𝘁𝗼𝗹𝗮𝗱𝘂.

🔹 Il rito tramandato a Nulvi probabilmente ha un’origine bizantina collocabile nell’alto medioevo arricchitasi con successivi influssi culturali pisani.

🔹 Con il passare dei secoli il rito è stato sottoposto a un processo culturale continuo di rielaborazione sino a diventare un unicum nel panorama sardo dei riti dedicati alla Vergine Dormiente.

🔹 I 𝗖𝗮𝗻𝗱𝗵𝗮𝗹𝗲𝗿𝗶𝘀 𝗱𝗶 𝗡𝘂𝗹𝘃𝗶 rappresentano la fede, la comunità stessa e la sua composizione in Corporazioni di Arti e Mestieri: #𝗠𝗲𝘀𝘀𝗮𝗷𝗼𝘀 ‘agricoltori’; #𝗠𝗮𝘀𝘁𝗿𝗼𝘀 ‘artigiani-muratori’ e #𝗣𝗮𝘀𝘁𝗼𝗿𝗲𝘀 ‘pastori’.

🔹 Il pomeriggio del 14 agosto i rappresentanti dei 3 gremi estraggono i candhaleris dalla 𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻 𝗙𝗶𝗹𝗶𝗽𝗽𝗼 𝗡𝗲𝗿𝗶 per condurli in processione per le vie del centro storico.

🔹Dopo una prima e lunga sosta difronte all’edificio 𝗖𝘂𝗻𝘃𝗲𝗻𝘁𝘂 ‘𝗲 𝘀𝘂𝗯𝗿𝗮, i 3 candelieri verranno condotti difronte alla 𝗖𝗵𝗶𝗲𝘀𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗔𝘀𝘀𝘂𝗻𝘁𝗮 dove ad attenderli all’interno vi è la statua della Madonna Dormiente.

🔹 Secondo un ordine prestabilito il primo ingresso in chiesa spetta al candhaleri dei Messajos, successivamente a quello dei Mastros e infine ai Pastores.

Testo G.P. DEPERU © COPYRIGHT 2022
Bibliografia:
FOIS G.G.; SERRA M.; “Ceri e Candelieri in Sardegna. Storia e Tradizione” 2021.

Immagine📷: Nulvi (SS) – Uscita del candeliere dei Mastros dalla Chiesa di San Filippo.
Arch. Fondazione MUSEAA /Autore Immagine: Giovanni Pancrazio Deperu 2016.
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𝗦𝗼𝘀 𝗔𝘀𝗼𝗻𝗲𝘀: 𝗹𝗮 𝗺𝗲𝗺𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗵𝗶 𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗶𝗮𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗶 𝗰𝗮𝘃𝗮𝗹𝗹𝗶 🐴𝗲 𝗶𝗹 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗼.🌾🌾🌾
Gli 𝗔𝘀𝗼𝗻𝗲𝘀, secondo il linguista Max Leopold Wagner, rappresentavano una categoria di cavallari le cui origini rimandano ai guardiani dei cavalli dell’epoca medievale-giudicale🌿, noti con il termine 𝗮𝗴𝗮𝘀𝗼𝗻𝗲𝘀 (Condaghe di Bonarcado XII-XIII sec) o 𝗮𝘀𝗼𝗻𝗲𝘀 (Carta De Logu XIV sec).

🟤I cavallari e gli allevamenti di cavalle per i lavori di trebbiatura del grano, in epoca moderna e contemporanea, erano abbastanza diffusi in Anglona, attualmente rimangono delle tracce nella toponomastica, come ad esempio a Bulzi vige il toponimo 𝗦𝗼𝘀 𝗩𝗮𝘀𝗼̀𝗻𝗲𝘀. (M.Maxia, 1994)

🟤A #Perfugas, durante tutto il 1700, la chiesa dello 𝗦𝗽𝗶𝗿𝗶𝘁𝗼 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗼, possedeva tra i propri beni e rendite anche un 𝗮𝗹𝗹𝗲𝘃𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗮𝘃𝗮𝗹𝗹𝗲 🐴🐴🐴 per i lavori di trebbiatura del grano. (M. Maxia 2010).

🎥📷Durante le indagini sul campo effettuate dalla 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗠𝗨𝗦𝗘𝗔𝗔, alcuni anziani ricordano ancora la figura dell’𝗮𝘀𝗼𝗻𝗲 (Perfugas, #Martis) o 𝗮𝗴𝗮𝘀𝗼𝗻𝗶 (#Sedini), le attività lavorative nell’aia e i comandi verbali che venivano impartiti alle cavalle per cambiare il senso di marcia durante la pestatura del grano nella superfice pietrosa dell’aia ‘𝗿𝗼𝗱𝘂’.
A #Nulvi, grazie all’impegno del 𝗚𝗿𝗲𝗺𝗶𝗼 𝗦𝗼𝘀 𝗠𝗲𝘀𝘀𝗮𝗷𝗼𝘀 e di alcuni informatori della comunità, sono state documentate le fasi della trebbiatura del grano con l’impiego delle cavalle.
Testo G.P. DEPERU © COPYRIGHT 2022
Info Nulvi: @giangavino fois.

📷Immagine: Nulvi (SS) – La trebbiatura del grano con le cavalle.
Arch. Fondazione MUSEAA / Fondo Gremio Sos Messajos Nulvi – Autore Immagine: Stefano Buscarinu, 2011.
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Oggi 2 #Agosto la comunità di #Pèrfugas festeggia 𝗡𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗦𝗶𝗴𝗻𝗼𝗿𝗮 𝗱𝗲 𝘀𝗼𝘀 𝗔̀𝗻𝗴𝗵𝗲𝗹𝗼𝘀 (Madonna degli Angeli).

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De Anghelos coronada
de chelu ispantu e bellesa,
ses de Pèrfugas ricchesa
e sa rosa pius profumada

In Foto: #Perfugas. #Processione in onore della #Madonna degli Angeli. Primo cinquantennio del 1900 #ArIM #MUSEAA / Fondo Fam. Budroni.

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𝗧𝗿𝗶̀𝘂𝗹𝗮𝘀: 𝗶𝗹 𝗺𝗲𝘀𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘁𝗿𝗲𝗯𝗯𝗶𝗮𝘁𝘂𝗿𝗲.

In passato il mese di luglio per le comunità anglonesi segnava il tempo del duro lavoro, delle #𝗺𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗮𝘀 ‘mietiture’ e delle trebbiature #𝗮𝗹𝘇𝗼𝗹𝗮𝘀 ‘aie’.
Con questa attività legata alla cerealicoltura si chiudeva un ciclo produttivo, intervallato ad agosto dalle feste patronali, per poi riprendere a settembre con le stipule dei contratti agrari e le lavorazioni dei terreni.

Testo: G.P. Deperu - Ricerca sul campo presso le comunità di: Bulzi, Laerru, Pèrfugas, Martis, Nulvi e Sedini.

Ar.Im MUSEAA Immagini d’epoca #messajos de Bulzi. Per gentile concessione della Dott.ssa G. Curis - immagine pubblicata nel volume “In Bulzi” Ediz. Documenta.
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Questa sera, le comunità del'#Anglona (Sardegna) si apprestano a festeggiare il Santo dei pastori #SantuJuanne con l'accensione dei fuochi di paglia i #fogarones.
|In foto: ArIM / Fogarone de Santu Juanne. #Pèrfugas 23/04/2005 Ph. G.P. Deperu
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